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"Vi sono molti modi di amare. Alcuni dolci e teneri, altri duri, perversi, persino brutali. Ma le vie della passione sono infinite ..."
 

Giocando al mare con mia suocera (III parte)

di Perdicca
Distesa sul pattino, completamente nuda, Linda mi scrutava con occhi penetranti da gatta vogliosa. Ogni tanto il suo sguardo cadeva sul mio cazzo eretto come un obelisco di carne in gloria del suo magnifico corpo,placidamente disteso al sole, ma ella non osava ancora il passo decisivo; anzi, ogni tanto si guardava intorno con aria circospetta. . . Era tuttavia evidente che si sentisse pienamente a suo agio dinanzi a me, mostrando la sua meravigliosa opulenza,con magnanimità, sotto l'abbacinante solleone. Aveva la voce affannata ma con malcelato orgoglio continuava ad ungersi e a massaggiarsi le sue polpose sisòne, mentre se ne stava distesa placidamente dinanzi a me, parlando del più e del meno. I n preda ad un irrefrenabile raptus,presi a masturbarmi con lena insana e morbosa, come davanti ad una scena particolarmente eccitante d'un film porno. "Che porcone schifoso che sei!" mi disse con voce annoiata "davvero non sai fare altro?" Io continuavo, continuavo a menarmelo, giunto ormai al culmine dell'eccitazione, poichè il suo monito mi aveva ancora più infoiato. "Facevi così anche l'altro pomeriggio, scommetto, mentre stavo stendendo il bucato sul terrazzo, brutto maiale libidinoso!" Continuò imperterrita, con voce da insegnante severa e esigente, rivolgendosi a me come ad uno scolaretto discolo e ribelle. Allora le parole mi uscirono di bocca da sole, evocate dal suo sublime monologo: "Anche tu però. . . anche tu, stupenda porcona, te la godevi un mondo sul terrazzo a pastrugnarti la fica, se ripenso alle tue tet. . . tone. . .  che ballonzolavano,alle tue tet. . . tone con le mollette attaccate ai capez. . . zoli. . . che ciondoooh. . . ohhh. . . lavano all'aria. . . mia Divina Troio. . . oooh. . . ona. . . " Mentre declamavo la mia foia, fece appena in tempo a chiudere gli occhi che venni copiosamente su di lei, con raffiche copiose di sborra che la raggiunsero in pieno viso e sulle tette. Sembrava non dover finire mai quella doccia di crema calda, densa e appiccicosa, che iniziava a colarle dalle tettone sul ventre e da lì proseguiva in mezzo alle cosce, fin sui peli biondi della fica. Sentendosi completamente imburrata e imbrattata dal mio seme, mia suocera non si contenne più e spalancando oscenamente le gambe replicò" sei un porco, un porco, guarda come mi hai combinato, per colpa tua ora ho la fregna che mi brucia tra le cosce, tutta infarcita e appiccicosa di sborra. .  . "così si mise sfacciatamente a pecora dinanzi a me per sfrucugliarsi meglio la topa che grondava umori ed afrori, ed emetteva pure osceni squittii ormai fradicia di sugo.  "Vieni qua," disse Linda la vaccona con voce divenuta ora implorante e compiacente, "vieni presto e leccami per bene la mia ficona bollente!" Io naturalmente non me lo feci ripetere e mi accucciai tra le sue cosce ben tornite e sode e, con la lingua ruvida per l'arsura, prima raccolsi tutta la broda che era colata lungo le sue cosce affusolate e carnose fino alle caviglie, poi iniziai a nettarle il suo flavo pruneto caldo e umido, esplorando le sue labbrone con la lingua ormai impiastricciata e collosa,ricoperta dai peli di fica. Mentre la lappavo a perdifiato, in estasi, lei mi teneva la testa tra le mani, mi schiacciava contro il suo sesso imbrattandomi di miele salato tutto il volto, lasciando affondare la mia lingua fin dentro il suo ventre con sapienti bascullamenti, ora alzando le cosce da terra, ora sollevando quel suo monumentale culone. 


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Agosto 2006 - Etero
 
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