Schiavo del mio migliore amico (II parte)
di
perunpompin
Dopo essersi fatto spompinare per bene dalla sua nuova troietta ed essere arrivato abbondantemente nella mia gola fino a poco prima intatta, Gianluca tornò sotto lo scroscio dell'acqua, dandomi le spalle. Io invece rimasi inginocchiato vicino a lui, perchè quella mi sembrava la posizione più giusta da assumere in sua presenza, e così potei ammirare da vicino le gambe muscolose ed il culo sodo e duro. La cosa strana è che sentivo di non essere passato improvvisamente all'altra sponda, perchè il mio era più un sentimento di manifesta inferiorità di fronte a cotanta bellezza, superiorità. Vicino al mio Padrone mi sentivo semplicemente una nullità, una merda, un essere nato solamente per servirlo: è come può uno schiavo, inferiore e sottomesso come lo ero diventato io, non restare incantato di fronte alla maestosa bellezza del mio Signore? Credo che quello che sto dicendo sia comprensibile a tutti gli essere inferiori, che siano schiavi o schiave che stanno leggendo queste racconto, quando si trovano al cospetto dei loro Padroni Il silenzio creatosi dopo il mio primo pompino, fu interrotto dalla voce autoritaria del mio Padrone, il quale si girò verso di me, donandomi di nuovo la vista del suo enorme cazzo, che io avrei tanto voluto leccare, di nuovo, ancora. Come una insaziabile puttana. "
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