La terza scimmietta (I parte)
di
Xlater
La prima volta che incontrai Marcello fu su un Eurostar, durante uno dei numerosissimi viaggi in treno che mi capitava di affrontare in quegli anni da studentessa universitaria fuori sede.
Io tornavo da Milano, lui era salito a Firenze (la sua città), e aveva occupato il posto di fronte al mio. Sebbene fosse un bel ragazzo, non lo avevo degnato che di una distratta occhiata, tornando subito ad immergermi nelle mie letture. Avevo con me il libro "Le parole non dette", un'antologia di poesie di Kahlil Gibran, ed ero rapita dai versi del poeta libanese.
Nemmeno lui aveva prestato particolare attenzione a me. Finché dalla sua borsa da viaggio non spuntò fuori un libro identico a quello che stavo leggendo. Mi sorrise, gli sorrisi, e fu inevitabile attaccare discorso. Ci trovammo subito a nostro agio l'una con l'altro, e la conversazione spaziava liberamente dalla poesia a mille altri argomenti.
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