Mi ricordo un paio di jeans a zampa d'elefante e una T-shirt blu che indossavo sempre dopo la doccia. Erano le uniche cose alla moda che possedevo. Mi ricordo il sole bruciante sulla pelle, una spiaggia. Sembra che siano trascorsi dei secoli, invece sì e no saranno soltanto. dieci anni? Era estate. Mentre giocavo a pallavolo sulla battigia con i miei amici, pensavo al diploma, al servizio militare, a ciò che avrei fatto della mia vita. Ma erano problemi che riguardavano il futuro e a 17 anni il futuro, non si sa per quale sorta di magia, è una cosa che appare lontana anni luce! Quindi concentravo la mia attenzione sul colore dei miei capelli, bellissimi, ah averli ancora, biondi, lisci come spaghetti e lucenti! Il mio corpo si muoveva con una tale dimestichezza sotto la palla che agli occhi degli altri davo l'impressione di essere chissà quale professionista del gioco capitato per caso in quella spiaggetta. Francesco mi guardava stupito della grinta che tiravo fuori giocando, mi reputava una persona talmente "indifesa" che i suoi occhi tremuli stavano sempre all'erta perché qualcuno non mi disturbasse. D'altronde ci eravamo conosciuti in discoteca proprio mentre un uomo sulla quarantina cercava di abbordarmi:
"Dai, vieni a bere un angelo azzurro. Ho sentito che è il tuo preferito", aveva detto accarezzandomi ripetutamente la coscia.
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Maggio
2004 - Gay |
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