Più di una volta, in seguito, sono riandata col pensiero a quei momenti in cui, lasciato il "laghetto", abbiamo percorso insieme il sentiero fino all'auto, parcheggiata lungo la provinciale, in una piccola piazzola, appena prima della fermata dell'autobus. Giulio (i loro nomi li ho imparati in seguito sentendoli chiamarsi l'un l'altro, ma una presentazione formale era stata saltata, ovviamente), camminava avanti, mentre Marco e Paolo stavano accanto a me, tenendomi con un braccio attorno alla vita e alle spalle ed ogni tanto si fermavano a baciarmi. Ricordo le loro lingue che mi frugavano in bocca, mentre io li ricambiavo, ancora piena di desiderio. Avevo inserito due fazzolettini di carta sotto al perizoma, a fungere da assorbente, dato che avevo la vagina piena di sperma che colava lentamente e li sentivo già imbevuti appiccicarsi al pelo, ma questo anziché darmi fastidio non faceva che aggiungere altra eccitazione, facendomi riandare con il ricordo ai momenti in cui il loro orgasmo si era scaricato dentro di me. Questo ricordo mi dava un desiderio irresistibile che la cosa si ripetesse presto! Solo per un attimo, arrivati alla strada provinciale, ho preso in considerazione la possibilità di cercare di lasciarli per andarmene a casa. Ricordo di avere, ipocritamente, guardato l'orologio, come se cercassi nell'orario, ancora lontano dalla sera, la giustificazione per accantonare questa ipotesi. Giulio si mise al volante, mentre gli altri due venivano con me sul sedile posteriore; seduta in mezzo a loro, sorrisi commentando:
"Non scappo mica!"
Il racconto completo accessibile ai soli abbonati
Se hai già un abbonamento leggi il racconto a te riservato, oppure iscriverti a Erosclub
|
Aprile
2004 - Orgia |
|
Gli altri racconti dell'autore: doppialuna |