Al principio d'ottobre, ricevette un invito dai Pisoni per un cocktail nella loro villa in brianza. Fu contento, perchè certamente ci sarebbero stati i Dal Pozzo. Andò con Francesca.
C'era tutta la Milano bene. La villa, poggiata su un declivio del terreno lievemente collinoso, circondata da maestosi cedri e abeti, rifletteva attraverso i suoi mille vetri lo splendore del tramonto. Lello cercò di evitare l'abbaglio per vedere se c'era la Susy. Si accorse con soddisfazione che c'era parecchia gioventù, non era una festa di soli vecchi. Fu assorbito da un crocchio di amici, che cominciarono a chiaccherare interminabilmente. Lui aveva la testa altrove. Riuscì a staccarsi. Ma, appena solo, la vecchia contessa Petruzzelli gli si parò davanti e si mise a parlargli con enorme serietà del più e del meno. Lui cercava un pretesto cortese per andarsene. Alla fine si accorse che la moglie può servire.
· Mi scusi, ma Francesca mi sta aspettando. - e se ne andò.
Girava da un gruppo di invitati all'altro attraverso il parco in cui cominciava a farsi buio. Si diceva che, anche se avesse visto la Susy, non le avrebbe nemmeno parlato. Era una pacifica, silenziosa sera lombarda. Si appoggiò a una balaustra dai vasi infiorati. Scrutava la folla. Vedendo il vecchio generale Trosselli avvicinarsi, si allontanò rapidamente.
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Aprile
2004 - Altro |
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