Mi alzo alle sette e telefono per il tassì, giusto il tempo per fare colazione insieme a Sandro e le passeggere, è bello svegliarsi sul Gold Strike, poi sento il clacson suonare e scendo per andare all'aeroporto. È stata una bella crociera, alle dieci e trenta sono a Bologna, Paola mi sta aspettando di fronte all'uscita dell'aeroporto, sono felice di abbracciarla, ci baciamo con tenerezza poi saltiamo in macchina per sfuggire al vigile che implacabilmente ci sorveglia nel piazzale. In pochi minuti siamo sulla tangenziale, il traffico e' normale, guido rilassato senza perdere di vista Paola che mi sta a fianco, mi piace questo suo modo di essere discreta e normale, la sua femminilità mi avvolge con tenerezza e mi fa sentire bene. Ha un vestito ampio e leggero, sta ormai facendo caldo, la gonna non e' corta ma mi sembra che sia un po' sollevata, sotto la camicetta sottile vedo il suo seno sollevarsi al ritmo del respiro, senza pensarci le prendo la mano e la stringo. Nonostante tutto mi rendo conto che mi e' mancata. -
- Dottore, spero che si sia divertito in barca, la vedo abbronzato, basta davvero poco tempo in mare per cambiare aspetto. -
- Si, Paola, con Sandro siamo stati bene, la traversata e' stata facile, davvero una bella crociera. Mi sarebbe piaciuto averti a bordo, ti saresti divertita e rilassata, ti avrebbe fatto bene. Ho parlato senza pensare ed ho detto proprio quello che mi stava passando nella testa, sento che Paola e' felice delle mie parole, mi guarda sorridente.
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Febbraio
2004 - Etero |
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