Ormai erano quindici giorni che Elfrida lavorava alla Maribor, e non si erano verificate grandi novità. Aveva comprato una segreteria telefonica che regolarmente registrava messaggi di Filippo, a volte imploranti a volte imperiosi.
La sua vita era radicalmente cambiata, così come il suo guardaroba, sexy ma raffinato, proprio come da disposizioni.
La cosa più misteriosa era stato il regalo aziendale. Sulla scrivania da segretaria aveva trovato un pacchetto accompagnato da un biglietto anonimo, sul quale c'era semplicemente scritto, a mano ma in stampatello: "indossalo sempre". Sorpresa, aveva aperto il pacchetto: la carta copriva un piccolo porta gioie. Dentro c'era una collanina con un ciondolo, un triangolo d'oro con al centro una... come dire... una gemma, a forma d'ovale. Una gemma piuttosto strana, scura ma lucida. Una gemma che, ad uno sguardo attento, sembrava quasi un... ma no, che sciocca a pensarlo!
Il suo ufficio era confinante con quello di Perrone. Una porta rendeva comunicanti le due stanze.
Si era quindi affacciata alla stanza del dirigente, con il ciondolo in mano. "Dottore" aveva detto, mostrando il gioiello. In cuor suo sperava che fosse proprio Perrone il generoso donatore.
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Gennaio
2004 - Altro |
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