Erano mesi che avevo un chiodo fisso, sodomizzare la mia fidanzata .
Ogni volta mentre facevamo l'amore le titillavo l'ano e le dicevo che avevo una voglia matta di entrare lì. Roberta che gradiva sicuramente i miei massaggi mi diceva che si sarebbe piaciuto anche a lei ma che aveva paura di provare dolore e che quindi non se la sentiva anche se la cosa la stuzzicava molto.
Poi una sera mentre tutte due molto eccitati, e anche leggermente brilli, ci stavamo stuzzicando nei preliminari, Roberta con uno sguardo molto sornione che non le avevo mai visto prima mi dice:
“Senti un po’ se davvero come dici tu la sodomia non è dolorosa purché la si faccia con calma e con la giusta quantità di vasellina, io mi farò sodomizzare solo dopo che io avrò sodomizzato te!”
Beh che la mia Roberta fosse un po’ porcellina lo sapevo, ma che lo fosse fino a questo punto proprio non lo avrei mai immaginato, e anche l’idea di sentire il mio sfintere violato da qualche fallo improvvisato non mi entusiasmava affatto.
Alle mie evidenti proteste però Roberta insistette che se non faceva male a lei non lo avrebbe fatto neanche a me e che quindi quello era il dazio da pagare per avere la sua verginità anale.
Il racconto completo accessibile ai soli abbonati
Se hai già un abbonamento leggi il racconto a te riservato, oppure iscriverti a Erosclub
|
Dicembre
2003 - Etero |
|
Gli altri racconti dell'autore: birba2100 |