30 gennaio
Nella settimana trascorsa nella casa del mio nuovo tutore ho cominciato a capire cosa significhi la reale sottomissione. Fino a oggi ero sempre stata utilizzata, tranne qualche eccezione, o da mio padre o da mio fratello e le volte che era capitato che mi prestassero ad altri ero comunque sotto la loro stretta sorveglianza.
Comunque fossero severi ed esigenti si comportavano con un certo riguardo nei miei confronti, se non altro per non crearmi seri danni. Con l'amico di mio padre invece non esiste nessun affetto famigliare a minimizzare il suo totale e completo dominio su di me. Come mi aveva promesso mi tratta come un animale, una cagna. Appena rientro dall'università devo spogliarmi ed indossare il collare e le scarpe con il tacco altissimo. In casa mi vuole sempre nuda. Quando non sono impegnata nello studio, inginocchiata davanti alla scrivania, devo servirlo come una perfetta cameriera e sono, questi, gli unici momenti in cui mi è permesso camminare in posizione eretta. Altrimenti sono tenuta a muovermi per casa a quattro zampe, proprio come un cane. Non mi è concesso sedermi se non direttamente sul pavimento così come non mi è consentito usare il letto per dormire, ma devo accovacciarmi su di un tappetino in un angolo della cucina.
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Novembre
2003 - Sadomaso |
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