Chiudo gli occhi e scivolo, scivolo verso il mondo che mi appartiene, verso le ombre di un buio che conosco, che è mio, che mi consola. Scivolo con le mani e scivolo verso di te. Verso le tue dita, il tuo profumo. Chiudo gli occhi accomodandomi lungo il tuo profilo. Non vedo il tuo viso. Scivolo sulla pelle morbida delle mie cosce e fermo la mano, immaginando una tua carezza. Sento le tue dita carezzarmi e furtivamente risalire.
Ti sento solleticare il mio sesso, con la sola punta, le sole labbra e poi addentrarti senza indugiare, mentre il mio corpo si apre e ti offre tutto il suo piacere. Sento il desiderio bagnarmi e caldo scivolare su di te. Catturo le tue carezze, i tuoi tocchi, che spingono e si spingono come i miei mai hanno fatto.
Sento il mio piacere e i miei respiri, un vortice caldo che a loro stessi appartiene. Sento il tuo medio affondare e il mio corpo attutire ogni colpo. Immagino allora la tua lingua scivolare sul mio collo, le tue labbra baciarmi e il tuo odore penetrarmi sottilmente il cervello.
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Giugno
2003 - Etero |
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