Godendo Elena (I parte)
di
Giorgio Louslantem
Si chiamava Elena, stavamo nel medesimo palazzo, stessa scala, lei l'appartamento sotto il mio.
Era la mia personalissima donna da monta.
Le regole erano state chiare sin dal primo incontro, doveva permettermi di goderla il più possibile e basta, nulla più!
Io in cambio avrei provveduto materialmente ad arrotondare le sue insufficienti entrate.
Come d'accordo la ricerca e l'appagamento del suo piacere da parte mia le era precluso o comunque ridotto al minimo possibile, ciò serviva ad eccitarmi ulteriormente e ad aumentare l'intensità dei copiosi orgasmi che quella splendida femmina mi procurava.
Dato che io ho la fortuna di svolgere un lavoro che posso fare essenzialmente dal mio appartamento lei era praticamente sempre a mia completa disposizione durante le ore in cui non aveva turni di lavoro o non aveva uno dei suoi tanti amanti per la casa.
Sì, perché a parte il compenso, Elena aveva un appetito sessuale notevole e lei desiderava assecondare spesso questa sua impellente necessità, che io, come già detto, cercavo di non soddisfare.
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