Le avevano detto che da lì, il punto più aperto del parcheggio, si poteva vedere l'arco alpino fondersi con le alpi Apuane. E in fondo al parcheggio proprio di fronte al giardino della vecchia ala sorgevano le costruzioni in mattoni beige e pietra, le vecchie corsie, gli uffici amministrativi, tutti disposti intorno a un laghetto che formavano il complesso del Vittorio Cardi. Qualcuno le toccò un braccio. Si girò. Il professor Taddeo Gandolfi, bruno, capelli riccioluti, occhi scuri e una bella abbronzatura, stava fissandola incuriosito, «Sei in trance, per caso?»
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Maggio
2002 - Altro |
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