Ninfette
di
Filippo
Maria era cresciuta in un orfanotrofio, e gli unici affetti erano stati quelli delle suore. Non che fossero cattive, questo no, anzi, erano buone ed affettuose, ma lei, ora che aveva diciotto anni, voleva qualche cosa di più.
Aveva imparato un buon mestiere, sarta, ed appena trovò un lavoro, andò a vivere con una sua compagna in un appartamentino in periferia. Era brava, gentile e educata, ed il principale, un famoso sarto, la prese a benvolere; in capo ad un anno divenne una delle principali collaboratrici dell'atelier. Era anche bella, molto bella, anche se lei non ne era consapevole. Sergio, il principale, un bell'uomo di circa cinquant'anni, la trattava come una figlia, e Maria si affezionò a lui. Vedeva in lui non solo il padre, che non aveva mai avuto, ma anche l'uomo, forte bello e generoso, che aveva sempre sognato. La sera, parlava di lui alla sua compagna, e questa, che era fidanzata e stava per sposarsi, le fece notare che parlava come un'innamorata; Maria, a questa osservazione, arrossì. Non credeva che questo fosse l'amore, quell'amore cui pensava quando, la sera nel suo lettino, si accarezzava il sesso per addormentarsi.
ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore. L'autore ha autorizzato la diffusione dell'opera attraverso www.erositalia.net e tutte le iniziative ad esso collegate. L'autore garantisce l'originalità del racconto come frutto della propria fantasia e capacità realizzativa, www.erositalia.net non è, in alcun modo responsabile della diffusione di materiale non originale o comunque realizzato con parti non originali.
Il soggetto del racconto si riferisce ad eventi non realmente accaduti e frutto della sola fantasia dell'autore, ogni riferimento con la realtà è puramente casuale.