Casino'
di
Quadriga
Tutto nacque una sera al casinò: ero andato a tentare la fortuna ma fin dall'inizio compresi che non era giornata e quindi, dopo le prime perdite, cominciai ad aggirarmi tra le slot-machines per passare un po' il tempo. Fu in quel momento che incontrai Rossana, una giovane signora che, seppure in modo superficiale, conoscevo già da anni perché frequentavamo gli stessi negozi. Era tutta presa dal gioco, brontolava, si arrabbiava e inveiva; era chiaro che anche per lei non era una serata fortunata. La salutai, le sedetti accanto e cominciammo a parlare, ovviamente di casinò e di come ci stavano andando le cose.
Mi disse che stava perdendo parecchio e che quelle che stava giocando erano le sue ultime 50.000 lire. Perse anche quelle ma disse che nonostante tutto era troppo arrabbiata per andarsene cosi' e che sarebbe andata da una sua amica a chiedere un prestito.
Torno poco dopo ancora più arrabbiata perché l'amica gliel'aveva negato e d'improvviso vidi balenare nei suoi occhi un'idea: "Perché non mi presti tu 50.000lire?". Risposi di no per diversi motivi, che non le facevo certo un piacere a darle del denaro in una serata cosi' sfortunata e poi, con tono scherzoso, che non ci guadagnavo niente.
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