Marzia e il suo schiavo (II parte)
di
Sileno
Capitolo quinto
Il lunedì segnò il giorno del rientro al lavoro per entrambi, la vita tornò alla solita particolare monotonia, nel corso della settimana la telefonata della madre di Marzia dalla Puglia che annunciava il suo rientro a Milano nella settimana successiva, e quella di Irma, matrigna di Gino che chiedeva di parlare con lui, la fecero riflettere.
Certo che prima o poi questi due grossi scogli bisognava aggirarli; come spiegare a sua madre che il suo ex ragazzo ora non era altri che il suo schiavo? E come spiegare tutto ciò a Irma considerando che non si poteva neanche fingere visto che, anche in una situazione per così dire normale si vedeva che Gino era sottomesso a lei in modo quasi viscerale, nel senso che la sua schiavitù gli scorreva nelle viscere assieme al sangue?
Venerdì Carla alle sette di sera citofonò alla sua amica e in minuto fu su.
"Ciao, cara, come stai ?"
"Bene."
"E il nostro schiavo? (intanto Gino era corso a baciarle i piedi)" che c'è? Mi sembri pensierosa."
"No, è che dovrò risolvere 1a maniera di come dirlo a mia madre, ma anche a sua madre, anche se non è la sua vera madre che è morta quando Gino aveva 4 anni, come affrontare la questione con lei."
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