Le sue lunghe dita umide si insinuano dentro la nostra stanza, ci sfiorano, ci accarezzano. L'aria umida ci avvolge, immobile.
Dalla finestra non arriva nemmeno un respiro, un rumore.
E' tardi, molto tardi.
La brace della sigaretta mi fa compagnia, ammicca leggermente nel buio della stanza, una luce, unico movimento.
Mi appoggio al davanzale, ricercando inutilmente un refrigerio che non arriva.
Ti sento muoverti nel letto, alle mie spalle, non ho bisogno di guardarti per vedere come ti sei messo. Hai occupato tutto il letto, allungando il tuo corpo dinoccolato di traverso, invadendo anche il mio spazio, fai sempre così quando, nel sonno, percepisci che non sono al mio posto.
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Marzo
2002 - Trio |
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