Giochiamo al Dottore?
di
comodo
Sono nella sala d'attesa di un medico. Mia sorella, influenzata, mi ha telefonato chiedendomi di passare a ritirare alcune prescrizioni. Ora sono qui, in mezzo a persone che si raccontano le loro malattie. Sono l'ultima arrivata, quindi devo solo pazientemente attendere. In borsa ho un libro appena acquistato; ottima occasione per cominciare a leggerlo. Mi immergo nella lettura e perdo la cognizione del tempo. Mi ritrovo immersa in un mondo dove l'erotismo domina su ogni altro sentimento. Ad un tratto sento un lieve tocco sul braccio e vedo davanti a me un uomo sorridente, con un camice bianco. Abbastanza alto, viso simpatico, sulla quarantina, barba brizzolata, mi guarda con sorriso sornione: - Vedo che il suo libro è molto interessante!-. Imbarazzata mi scuso, non mi sono accorta che nella sala sono restata solo io. Mi alzo, infilo velocemente il libro in borsa - non vorrei mi chiedesse di cosa si tratta - e lo osservo mentre si avvia verso la porta. "Mi scusi, signora, ma è meglio che chiuda a chiave altrimenti potrebbero arrivare altre persone e sono oltre l'orario consueto". Entriamo nello studio e spiego la ragione della mia visita.
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