Avevo appena compiuto i diciotto anni, quando mi trovai un'estate in vacanza presso gli zii, Lucy e Alberto, che abitavano in campagna, in un tranquillo paese dove smog e traffico erano parole quasi sconosciute. Mi ci avevano mandato i miei, per ritemprare le forze durante le vacanze, in vista delle fatiche dell'ultimo anno delle scuole superiori, in cui avrei dovuto affrontare l'esame di maturità. Ero partito contento: gli zii erano giovani e simpatici, sempre buoni con me. Lo zio Alberto era il fratello della mamma, un tipo non troppo sveglio e con un carattere affabile, che in famiglia lasciava le redini di comando alla moglie Lucy, una bella mora di 40 anni, con un fisico ben in carne, due tette quinta misura splendide e due cosce scultoree, grosse e polpose, che la bella zia non si curava affatto di nascondere, né d'inverno né d'estate, amando indossare sempre delle gonne sopra il ginocchio. Era diventata subito, nei miei primi anni adolescenziali, una delle mie fantasie preferite nelle masturbazioni solitarie, e non potevo più contare le innumerevoli volte che con i potenti mezzi del pensiero l'avevo posseduta in tutti i buchi, inondata di sperma dappertutto ma soprattutto in bocca. Ma tant'è: erano solo fantasie, e la mano doveva scorrere da sola a donarmi piacere, lasciandomi, alla fine del sesso consumato in solitudine, insoddisfatto, e con di più con il rimorso di aver tradito nella fiducia lo zio Alberto.
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Febbraio
2002 - Trio |
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