Fuggire da Malnate
di
andrea sperelli
L'aria calda saliva dall'asfalto, lasciando senza respiro Marcello che barcollava cercando di raggiungere la sua auto. Era ubriaco. Un'altra volta. Da qualche mese era sempre la stessa storia. Appoggiandosi al muro e trascinando le gambe arrivò fino alla sua Uno e perse qualche secondo a trovare la serratura. Sedette ed aspettò che la testa finisse di girare nel vortice dell'alcool, ma niente da fare, quella sera sembrava non voler smettere. Aveva vomitato già due volte, nel cesso del locale e appena uscito dalla porta, ma il suo stomaco chiedeva ancora pietà. Era solo venerdì e mancava ancora tutto il week-end, un lungo sabato e una domenica ancora peggiore. In settimana riusciva a controllarsi un poco di più, il lavoro gli teneva occupate le ore centrali della giornata e non poteva certo girare per i bar, ma alla sera e durante i fine settimana non aveva freni. Iniziava a bere il venerdì sera e senza rendersene conto si svegliava il lunedì mattina, sentendosi come uno straccio col pensiero di cominciare un'altra settimana che lo faceva stare ancora peggio. Viveva da solo, i suoi genitori erano morti tre anni prima, lui ormai ne aveva ventisette e aveva preso in affitto un monolocale, niente di speciale; anzi, quasi una topaia, ma a lui bastava. Rimaneva a casa solo per dormire, poi i bar della zona gli facevano da casa.
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