Il marciapiede
di
a3x
'Scendete, presto, la barca può affondare da un momento all'altro, presto...'
Il carabiniere gridava a quei poveri disgraziati, impauriti e angosciati, arrivati in Italia per mare. Avevano attraversato un tratto di mare agitato, erano zuppi, il freddo cominciava ad indurire le dita delle mani e dei piedi.
Il pianto dei bambini era l'ululato di quel girone dell'inferno. Finalmente loro intravidero le luci della costa. prima c'era il buio assoluto, il buio senza colore, dove l'unica cosa che ti ricorda ancora che non sei all'inferno davvero, è il rumore delle onde, tagliate dal quel gommone. Poche ore di viaggio, una speranza per tutta la vita.
'Presto venite con me, vi daremo coperte ed asciugamani, i bambini in infermeria, con le madri...' volontari e uomini della legge che accolgono lo scarto del mondo, gente che è arrivata qui con la speranza di un pasto caldo tutti i giorni ed un lavoro qualsiasi, purchè dignitoso.
C'era anche lei, Sonia, 19 anni, bionda, occhi tristi azzurri, veniva da Pec, un posto in culo al mondo dove la paura di morire sotto i colpi del mortaio nemico era diventata come una compagna di scuola, quelle che non ti tradiscono mai, prima o poi arrivano in tuo aiuto. Sonia non voleva morire, voleva vivere la sua vita. Era disposta a tutto pur di non crepare in quel posto. Ma non sapeva che il suo tutto non era quello di altra gente.
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