A volte
di
jeeg
Era la prima volta che mi recavo in quella cittadina del basso veneto e avevo prenotato in un piccolo albergo consigliatomi da un collega per la pulizia e vicinanza al centro cittadino.
Arrivai di tardo pomeriggio, stanco e accaldato. Mi ero dovuto sorbire centinaia di chilometri di autostrada e altre decine di statale in mezzo a un traffico caotico. Non vedevo l'ora di farmi una doccia e di andare a mangiare un boccone. Guardai l'ora, avevo giusto il tempo, riuscivo forse a vedere anche le notizie del telegiornale. Non amavo molto fermarmi nei ristoranti degli alberghi, preferivo fare due passi e, limitatamente con il tempo a disposizione, guardarmi un po' in giro.
Per poco non lanciai un urlo! Davanti a me' il più bel culo che avessi mai visto, era quello della cameriera che mi stava rassettando il letto per la notte. Non si era accorta della mia presenza, la guardavo muoversi con eleganza e il corto grembiule nel chinarsi la scopriva fino all'attaccatura delle mutandine da dove uscivano riccioli di pelo nero. Passato il primo momento di stupore, mi avvicinai. Si accorse della mia presenza e si alzò di scatto.
Disse arrossendo "pensavo che fosse già uscito" e mentre parlava cercava di tirare giù il più possibile il grembiule, ma inutilmente. Il suo dialetto italianizzato era buffo e mi fece sorridere. "Non ti preoccupare" la rassicurai "finisci pure quello che devi fare".
ATTENZIONE! Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore. L'autore ha autorizzato la diffusione dell'opera attraverso www.erositalia.net e tutte le iniziative ad esso collegate. L'autore garantisce l'originalità del racconto come frutto della propria fantasia e capacità realizzativa, www.erositalia.net non è, in alcun modo responsabile della diffusione di materiale non originale o comunque realizzato con parti non originali.
Il soggetto del racconto si riferisce ad eventi non realmente accaduti e frutto della sola fantasia dell'autore, ogni riferimento con la realtà è puramente casuale.