Laura
di
Rastie
La sveglia trillò improvvisamente, ridestandola di colpo dal sonno profondo. Proprio ora che stava facendo un bel sogno e che stava così bene sotto le lenzuola. Fra un po' avrebbe dovuto affrontare un'altra dura giornata di lavoro: non certo la migliore prospettiva per abbandonare il tepore del proprio letto, nemmeno in una bella giornata di primavera.
I suoi bei occhi azzurri corsero dopo qualche minuto di dormiveglia alla sveglia e si rilassò un attimo dopo aver letto l'ora: erano solo le sette e un quarto. Per un momento temeva di essersi riaddormentata e di aver fatto tardi. Si alzò perciò con calma, sbadigliando e stiracchiandosi, mentre si rendeva conto di essere pervasa da una strana eccitazione di cui non capiva la causa. Infilò le ciabatte e andò in bagno con ancora addosso il suo pigiama azzurro: indossava sempre il pigiama per andare a letto, non sopportava le camicie da notte per quanto femminili e sensuali potessero essere. In compenso era solita non portare nulla sotto il pigiama, nemmeno le mutandine, stava più a suo agio in questo modo. Infatti, quando si sfilò la maglia, vede riflessa nello specchio la sua figura a seno nudo. Nel movimento notò un alone sotto le ascelle: guardò meglio dopo aver lasciato cadere a terra la maglia del pigiama e si accorse che erano dei ciuffetti di peli che stavano ricrescendo.
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