Sesso in corsia
di
guardone
Faceva davvero caldo quel sabato pomeriggio di luglio, in città non si respirava e i più - chi poteva - erano fuggiti al mare o ai laghi. Mi preparavo a farlo anch'io, ma indugiavo, non c'era fretta. Infermiere professionale, lavoravo in una lussuosa clinica privata, la cui hall era degna di un albergo a cinque stelle. Avevo finito il mio turno ed ero rimasto a far compagnia a Loredana, la giovane infermiera addetta alla reception. La frescura dell'aria condizionata era gradevole, certo, così come il caffè offertomi da Lory, inoltre l'atrio era deserto e la musichetta della filodiffusione alquanto rilassante: tutto vero, ma sicuramente non sufficiente a trattenere uno che ha "staccato" da 8 ore filate di corsia. Ad inchiodarmi lì era naturalmente lei, Loredana, una troietta tutto pepe con una deliziosa zazzeretta bionda a caschetto e un corpo da fotomodella maggiorata. Non equivocate, per carità: a cinquant'anni suonati non sono certo il tipo che corre dietro alle ventenni, anzi, per la verità non lo sono mai stato. Sì, perché fin da ragazzino ho preferito guardare: guardare le donne nude a loro insaputa, guardare le coppie (o altre combinazioni. numeriche) che scopano, insomma eccitarmi guardando e, nel frattempo, senza restare con le mani in mano! Avrete capito che sono un guardone, o voyeur per dirla alla francese.
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