Ero andata a trovare mio figlio diciottenne nel suo appartamento di fuori sede universitario. L'altra mia figlia pure frequentava la stessa università, e anche se era un anno più grande aveva preteso un appartamentino da sola per maggior indipendenza. Visto che i mezzi finanziari fortunatamente non ci mancano, ogni mio figlio aveva in fitto un bel monolocale.
Non lo vorrei dire, ma Enrico era sempre stato il mio figlio preferito. Forse perché aveva scelto la mia stessa facoltà, forse perché avevamo fatto gli stessi sport, ma non c'era niente da fare. A lui dedicavo le mie attenzioni di mamma: gli portavo la biancheria pulita, gli riempivo il frigo di cibo per un anno, e soprattutto cercavo di impicciarmi negli affari suoi.
Quel giorno ero arrivata nel suo appartamento in mattinata che lui non c'era, mi aveva detto che sarebbe andato ad una lezione in facoltà e mi lasciava le chiavi sotto lo zerbino.
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Novembre
2001 - Etero |
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