Vortice (III parte)
di
stefano rossi
In aeroporto cerco la zona con gli autonoleggi, ed amara sorpresa, scopro che ho fatto male a non prenotare anche la vettura come mi aveva consigliato Lisa. Li giro tutti, ma non ne trovo neppure uno che gli sia rimasto una macchina per me. Ma la fortuna è in mio soccorso, e grazie ad un mancato arrivo, riesco ad entrare in possesso di un'esasperatamente piccola
Smart. Non avendo molta alternativa, faccio bella faccia a cattiva sorte e la prendo. Mi ricredo dopo pochi chilometri: è sì piccola, ma molto accogliente, comoda, ed agile e scattante nel caotico traffico della capitale. Tutto sommato mi considero fortunato, nella sfortuna di non aver avuto scelta. Abituato a grosse berline e macchine sportive, mai e poi mai avrei pensato di finire a guidare una simile scatoletta motorizzata.
Finalmente riesco a trovare l'albergo. E' veramente molto bello come mi aveva assicurato Lisa.
Davanti a me, c'è una Mercedes lunga otto metri, e appena si ferma due fattorini in livrea aprono le portiere posteriori, da dove escono due attempate signore tutte eleganti e con qualche chilo d'oro sparpagliato addosso tra collane e bracciali. Con aria snob e senza salutare nessuno, si apprestano ad entrare nell'Hotel tutte impegnate nei loro discorsi dove il pettegolezzo è d'obbligo.
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