Il castello
di
Tamara
...Forse il caso, una coincidenza, uno strano scherzo del destino ha fatto sì che i nostri sguardi s'incrociassero assaporando quel turbinio di passione che ci travolse in quella breve vacanza in cui, entrambi, eravamo esuli di vite alla deriva.
Fuggiti dalla nostra quotidianità per ritrovare quell'input che da qualche tempo ci aveva abbandonato.
Meta dell'ambita vacanza i castelli della Loira...una gita guidata alla riscoperta d'antichi sapori e tradizioni.
Tu eri con una compagnia proveniente da Nord, un tour organizzato ed io capitavo lì per caso spinta a cercare rifugio in una giornata infernale in cui nuvole nere colme di pioggia lampeggiavano alte nel cielo e un forte vento scuoteva gli alberi circostanti.
Quel castello era stato addebito ad albergo ma aveva conservato le sembianze di un tempo con enormi saloni, scale di marmo e pesanti poltrone di velluto bordò.
Consolle di vecchio legno il cui odore, ormai, si era perso fra quelle alte pareti dai grandi soffitti incastonati di vecchi travi con grosse borchie di ferro.
Armature lucidate facevano da guida nei lunghi corridoi illuminati da un susseguirsi di torce ardenti.
Grosse tende di stoffa un po' sbiadita coprivano alti finestroni che si alternavano lasciando spazio alle varie camere.
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